1. L'aborto in Italia prima della legge n. 194/1978

Prima del 1975 l'aborto in Italia non era consentito, e anzi veniva sanzionato dalle norme contenute nel titolo X del libro II del codice penale; tuttavia, la giurisprudenza applicava con una certa frequenza come causa di giustificazione lo "stato di necessità", previsto dall'articolo 54 dello stesso codice, ritenendo non punibile l'intervento abortivo reso necessario per salvare la vita della gestante e, in taluni casi, anche per ragioni di salute, purché gravi: era una soluzione che valutava l'interruzione della gravidanza in termini di illiceità, salvo rinunciare all'applicazione della pena nel caso concreto, in presenza di circostanze di fatto rigorosamente verificabili.

Argomento: Minacce alla vita

La strage continua
Aborto anno undecimo: dal "caso Mangiagalli"
a "Provvedimenti in difesa della maternità"

Un tragico episodio di risonanza nazionale e un gesto di particolare rilevanza politica — la presentazione in Parlamento di una proposta di legge abrogativa della famigerata legge n. 194 e che introduce una nuova disciplina della materia —, mentre persiste l’ignavia nella tutela della vita del nascituro da parte della Democrazia Cristiana e di chi si presenta come guida del fronte antiabortista.

Argomento: Minacce alla vita
Minacce - Aborto: ABORTO E DIRITTO NATURALE
Per fondare la battaglia in difesa della vita
Articolo apparso sul n. 13 di
Cristianità del marzo-aprile 1975

 Conferenza del professor don Dario Composta S.D.B. - ordinario di storia della filosofia antica e docente di filosofia del diritto presso la Pontificia Università Urbaniana, docente di filosofia presso la Pontificia Università Salesiana -, tenuta a Roma il 20 giugno 1975, presso la parrocchia di San Lorenzo in Lucina, nel corso di una manifestazione organizzata da Alleanza Cattolica.

Argomento: Minacce alla vita
A proposito del libro di Pierre Simon "De la vie avant toute chose"
Articolo apparso sul n. 62-63 di
Cristianità del 1980

Riportiamo, in una nostra traduzione, l'intervento di Arnaud de Lassus, depositato al Congresso Europeo Per la Vita, tenutosi a Roma dal 25 al 27 aprile 1980, che prende spunto dalla recente pubblicazione, in Francia, di uno sconvolgente libro scritto dal medico massone Pierre Simon, per ricordare ai cattolici e a tutti gli uomini di buona volontà l'urgente e imperativo dovere di combattere la barbarie rivoluzionaria, prima che questa riesca a sovvertire irrimediabilmente le caratteristiche naturali della persona umana. Una agghiacciante descrizione, attraverso le parole di una figura assolutamente autorevole della massoneria francese, già gran maestro della Gran Loggia di Francia, del nuovo modello di società che la setta massonica prepara per quelle nazioni che sono cadute, o sfanno per cadere, sotto la sua nefasta influenza. La funzione della contraccezione, dell'aborto e di tutto ciò che compone la rivoluzione sessuale in questo itinerario di sovversione, che mira a ridurre il matrimonio a "una comodità sociale", a liberare la famiglia "dai legami del sangue", per costruire la "nuova società", "senza famiglia, senza padri, senza madri, in cui lo Stato si prenderebbe cura dei rari bambini ancora messi al mondo". Un invito accorato affinché i genitori cristiani, anche attraverso la proclamazione pubblica della verità, vogliano preservare i loro figli da un futuro aberrante e vergognoso.

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