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Documenti dall'Università Cattolica

Allarme dagli Usa: di Ru 486 si muore

Pubblichiamo una nota diffusa ieri dall’Istituto di bioetica dell’Università Cattolica di Roma e pubblicata in esclusiva da è vita (17 novembre 2005)

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Argomento: Minacce alla vita
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(Tratto da; http://umbriafamiglia.blogspot.com/2006/10/pillola-del-giorno-dopo-obiezione-di_12.html )

AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE

In questi giorni è stata recapitata a tutti i farmacisti iscritti all’albo della provincia di Perugia la circolare prot. N. 944 – n. 5/2006 dell’Ordine dei Farmacisti, nella quale – tra le altre notizie – si legge un capoverso intitolato "Pillola del giorno dopo": obiezione di coscienza, secondo cui sarebbe stato ribadito da parte della Regione Umbria l’obbligo del farmacista di procedere alla vendita della cosiddetta "pillola del giorno dopo".
Il Forum delle Associazioni Familiari e il Movimento per la Vita – prescindendo da qualsiasi considerazione ideologica o religiosa, ma restando ancorati alle emergenze giuridiche, scientifiche e alla logica della ragione – hanno inviato ai competenti organi della Regione Umbria e agli Ordini dei Farmacisti di Perugia e Terni una comunicazione dettagliata – che può essere consultata nella versione integrale sul sito
www.umbriafamiglia.com - per ricordare a tutti che:
A) L’ordinamento giuridico in vigore oggi in Italia riconosce e tutela il diritto all’esistenza del concepito.
B) Il principio attivo Levonogestrel, contenuto nei prodotti Norlevo e Levonelle, qualora assunto dopo il concepimento, può interrompere lo sviluppo del concepito, provocandone l’eliminazione.
C) Ogniqualvolta sia in gioco quantomeno il dubbio circa il diritto all’esistenza del concepito costituzionalmente tutelato e garantito – è senza dubbio da accogliersi la possibilità per l’esercente la professione sanitaria di rifiutare la prescrizione o la somministrazione del principio potenzialmente letale.
D) Ogni diversa raccomandazione, o peggio intimidazione, da parte di organi regionali, è pertanto giuridicamente illegittima e infondata sia sotto il profilo della competenza sia nel merito. Come tale deve pertanto esser ritenuta priva di qualsiasi efficacia e non può in alcun modo costituire un vincolo per la Pubblica Amministrazione e per gli esercenti la professione sanitaria.
Il Forum e il Movimento per la Vita prendono atto con disappunto che l’Ufficio per la
Programmazione Socio Sanitaria dell’Assistenza di Base ed Ospedaliera e Osservatorio Epidemiologico della Regione Umbria ha scelto di affrontare una questione così sensibile e delicata in modo tanto inattendibile e sbrigativo, arrogandosi oltretutto funzioni che esulano dalla propria competenza.
Il Forum e il Movimento per la Vita invitano i farmacisti, i medici, tutti gli altri esercenti la professione sanitaria e i loro ausiliari a rifiutare inaccettabili diktat e a continuare a seguire la propria coscienza confortati dalla autorevole tutela costituzionale del loro diritto.
Il Forum e il Movimento per la Vita infine mettono a disposizione i propri consulenti legali per qualsiasi chiarimento e per eventuali esigenze difensive.

Perugia, 12 ottobre 2006

Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria
Movimento per la Vita Umbro

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Argomento: Minacce alla vita

Sulla cosiddetta pillola del giorno dopo

Comunicato
«Sulla cosiddetta pillola del giorno dopo»
 

Città del vaticano - 31 ottobre 2000

Argomento: Minacce alla vita

La pillola abortiva RU-486 uccide ancora: altre due vittime negli USA

ROMA, domenica, 19 marzo 2006 (ZENIT.org).- La Food and Drug Administration, l’ente statunitense di controllo pubblico dei farmaci, ha reso noto il 17 marzo mediante un avviso pubblico che altre due donne americane sono decedute dopo avere assunto la pillola abortiva RU-486 (http://www.fda.gov/cder/drug/advisory/mifeprex200603.htm).

Negli Stati Uniti sono in corso indagini per cercare di stabilire le cause delle morti, una delle quali, secondo una portavoce dell’agenzia governativa, sarebbe avvenuta alcuni giorno dopo l’aborto farmacologico, mentre per l’altra donna il decesso si sarebbe verificato a distanza di qualche settimana.


Argomento: Minacce alla vita

Intervista con il dottor Rudolf Ehmann
Nel dicembre del 1988 l'ARGE Art. 1 GG - Arbeitsgemeinschaft Artikel 1 Grundgesetz, il Gruppo di Lavoro Articolo 1 della Costituzione, un'associazione per la difesa del diritto alla vita nella Repubblica Federale di Germania - ha reso pubblico un documento sulla contraccezione ormonale, cioè sulla cosiddetta "pillola", e sul nuovo composto farmaceutico siglato RU 486. Nel marzo del 1989, in occasione di una riunione del direttivo dell'Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri a Stans, nella Svizzera tedesca, ne tratto con il dottor Rudolf Ehmann, primario del reparto di ginecologia del locale ospedale cantonale, e autore della parte scientifica del documento stesso. Nato ad Augusta, nella Repubblica Federale di Germania, il 1° gennaio 1942, il dottor Rudolf Ehmann ha studiato presso le università di Monaco di Baviera, di Friburgo e di Berna, e si è specializzato in ginecologia presso l'ospedale cantonale di Olten, sempre nella Svizzera tedesca, quindi presso la clinica ginecologica dell'Università di Basilea. Successivamente è stato aiuto all'ospedale cantonale di Sciaffusa e - come ho già ricordato - dal 1° gennaio 1984 è primario del reparto di ginecologia e di ostetricia nell'ospedale cantonale di Nidwalden, a Stans. Vicepresidente dell'Associazione dei Medici Svizzeri per il Rispetto della Vita, egli fa parte della direzione della World Federation of Doctors who Respect Human Life, ed è membro del direttivo dell'Associazione dei Medici Cattolici Svizzeri. Da anni si dedica allo studio dei problemi relativi alla bioetica, alla medicina della riproduzione e alla regolazione delle nascite, soprattutto per quanto riguarda i suoi metodi, i suoi effetti principali e quelli collaterali, con particolare attenzione ai contraccettivi ormonali e ai diaframmi intrauterini o IUD.

Argomento: Minacce alla vita
Minacce - RU486: Aborto anche in "pillole"

 Dodici anni dopo l’approvazione della legge n. 194

Di fronte alla possibilità che anche in Italia venga introdotta la "pillola" RU 486, caldeggiata dal sottosegretario alla Sanità, sen. Elena Marinucci, rinnovate riflessioni sugli effetti e sulle contraddizioni del testo normativo in vigore dal maggio del 1978, che ha consentito la soppressione "legale" di circa due milioni e mezzo di vite umane.

Argomento: Minacce alla vita

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